L’amore ai tempi di facebook
Prima di facebook… Pensavo… Prima di facebook se volevi farti notare da una persona non occorreva che tu visitassi cento volte al giorno il suo profilo alla ricerca disperata di un link a cui mettere “mi piace” in modo che il tuo nome apparisse tra le sue notifiche. Pr…ima…… di facebook se volevi dedicare una canzone, non bastava metterla in bacheca e taggarci su la persona a cui l’avresti dedicata; no, dovevi prendere il telefono come minimo, chiamarla, e se anche morivi di vergogna e timidezza dovevi dirle “ascolta qua” e mettere il telefono vicino la cassa dello stereo mentre si sentiva la canzone che volevi dedicarle. Prima di facebook una persona per conoscerla dovevi andarle davanti, mostrarti per quello che realmente sei, e dirle “piacere, mi chiamo..” e iniziare a parlarci. negli occhi. Non bastava chiedere “come si chiama quello?” e aggiungerlo la mattina dopo. Prima di facebook se una persona la volevi sentire senza chiamarla, dovevi affidarti agli sms, e alle paranoie che derivano dagli sms: sarà scritto bene? mi risponderà?. Ora invece basta che clicchi un tasto, vai in chat, e se c’è le scrivi quel che credi, tanto sai che è lì, e ti risponderà. Prima di facebook a una persona dovevi dirglielo esplicitamente che ti piaceva, non bastava mettere “mi piace” sotto una sua foto venuta bene. Prima di facebook c’erano gli squilli, ora ci sono i “poke”, che come gli squilli, non parlano. Prima di facebook potevi immaginare ad ore cosa una persona stesse facendo, ora invece ci si attacca agli eventi, agli stati, ai post messi in bacheca dagli amici. E non è più un immaginare pulito. é un mettere insieme degli indizi e creare la giornata di una persona. è indagare. Prima di facebook credo ci fosse… della magia. E ce n’era ancora di più prima dei telefonini, quando una persona la chiamavi a casa, e doveva interessarti tanto, perchè a rispondere poteva non essere lei, e allora dovevi presentarti. Ti mettevi in gioco. C’era la magia delle lettere scritte a mano, quelle che se sbagli tiri una riga, non premi il tasto CANC. quelle lettere che poi non vai a cercare in un archivio perfetto, ma in un cassetto incasinato, e di anno in anno le ritrovi più sbiadite. Prima dei poke c’erano gli squilli, prima degli squilli… probabilmente c’erano i sassolini. Ma ve l’immaginate la magia del rumore di un sassolino che batte contro il vetro della vostra finestra? L’effetto che fa affacciarsi e vedere che c’è una persona sotto casa vostra? Non un nome e cognome, ma una persona. Degli occhi, una bocca, delle mani. Prima di facebook c’era un po’ più di MAGIA… ora c’è un po’ più di COMODITA’.